La miomectomia laparoscopica
Consiste nella asportazione di miomi, (tumori benigni che si sviluppano nelle pareti dell’utero o nella cavità dell’utero), con una tecnica mininvasiva :Laparoscopia;, la chirurgia viene effettuata attraverso tre piccoli fori sulle pareti dell’addome (inferiori al cm) invece di un grande taglio sull’addome.
Indicazioni per la miomectomia
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Donne in Età Fertile che desiderano ancora preservare la propria fertilità : Un mioma singolo può essere quasi sempre rimosso laparoscopicamente eccetto dimensioni eccessive (un mioma che supera i 10 cm può essere molto difficile da asportare per via laparoscopica). Si può eseguire anche una miomectomia multipla, ma lil tasso di fertilità decresce proporzionalmente al numero dei miomi, della sede e della durata dell’intervento. Inoltre deve essere eseguita da un chirurgo laparoscopista molto esperto in quanto la sutura corretta delle pareti dell’utero può essere molto difficile.
Abbiamo avuto comunque, casi eccezionali, attraverso gli anni come ad esempio, una paziente di 40 anni, infertile che dopo l’asportazione laparoscopica di un mioma di 10 cm ha oggi tre bambini, sani, e una donna medico di 42 anni che dopo tre mesi dall”asportazione laparosopica di 12 miomi tra i 4 ed 8 cm + 4 piccoli miomi e due ore e trenta di interevnto, è rimasta gravida ed ha partorito mediante taglio cesareo alla 39esima settimana (a termine) un bimbo sano di 3.500 g.
Questi esempi servono a non essere pessimisti e rispettare sempre il desiderio di preservare la fertilità di una donna
-Se non si desidera avere definitivamente più gravidanze , nemmeno in futuro è preferibile, per miomi molto voluminosi o multipli, eseguire una isterectomia (l’asportazione dell’utero) magari preservando il collo (subtotale), in quanto tecnicamente più semplice, più veloce e meno rischiosa per la paziente .
-Nelle donne relativamente giovani, (non ancora in menopausa), anche se non desiderano avere più gravidanze , bisogna sempre tenere in considerazione il fattore emotivo e psicologicamente sfavorevole che comporta l’asportazione delll’utero, cioè l’isterectomia, e quindi discutere bene prima con la paziente, valutando rischi e benefici dell’una e dell’altra opzione e rispettare il desiderio della donna che vuole mantenere l’utero, anche se solo per un motivo emozionale. Anche questa è una indicazione alla miomectomia.
Tecnica chirurgica della miomectomia laparoscopica
Una miomectomia, generalmente non è un intervento particolarmente difficile. La parte più critica (per i miomi voluminosi) è il controllo del sanguinamento, che a volte può essere difficile ,e la corretta sutura della parete dell’utero, anche ai fini di una futura gravidanza; per questo noi eseguiamo una sutura continua in due strati che è più efficace dal punto di vista emostatico.Entrambi gli aspetti critici sono correlati alal esperienza del chirurgo laparoscopista.
Le immagini in fondo alla pagina si riferiscono a i vari tempi di una miomectomia laparoscopica: 1l’incisione longitudinale della parete dell’utero , 2 l’individuazione el piano di clivaggio, (spazio tra mioma e parete dell’utero normale)l, 3 l’enucleazione del mioma e nell’ultima immagine la sutura dell’utero dopo l’asportazione del mioma.
Le Complicanze della miomectomia laparoscopica sono più o meno le stesse dell’intervento tradizionale con il taglio :
-sanguinamento, con anemizzazione,e/ o formazione di ematomi nella parete dell’utero,(possono richiedere un secondo intervento o in rari casi anche l’asportazione dell’utero)
-Formazione di aderenze dopo la chirugia con conseguente problemi di dolore e/o infertilità.
La durata dellintervento chirugico laparoscopico per una miomectomia dipende dall’esperienza del chirurgo e dalla grandezza e numero dei miomi , sia la durata che il grado di difficoltà crescono esponenzialmente con la grandezza e il numero dei miomi e e diminuiscono con la esperienza del chirurgo .In ogni caso è un intervento che deve essere eseguito da un chirurgo laparoscopista esperto (terzo livello).
La ripresa dopo l’intervento è abbastanza rapida , la degenza in media è di 2 giorni, e dopo massimo una settimana si torna alle normali attività.
Il rischio di formare altri miomi o di recidive, è basso nei miomi singoli, alto nei miomi multipli.






